GEOLOGIA

Le Isole Eolie

L’arcipelago delle Eolie, è la parte emersa di un vasto complesso vulcanico, prevalentemente sottomarino, che si estende per circa 200 chilometri intorno al grande vulcano sottomarino Marsili costituendo una struttura ad andamento arcuato rivolta, con la sua parte concava, verso il centro del Mar Tirreno. Le parti emerse del complesso eruttivo (le isole), si sono formate negli ultimi 250.000 anni, mentre le parti sommerse hanno età maggiori: l’età più antica -circa 1,3 milioni di anni- è quella del vulcano sottomarino Sisifo, a nord-ovest dell’isola di Alicudi. A Lipari, Vulcano, Stromboli e forse Panarea il vulcanismo è ancora attivo; nelle altre isole l’attività è cessata tra 10.000 e 30.000 anni fa. I magmi delle Eolie sono simili a quelli dei vulcani che costituiscono la “cintura di fuoco” circumpacifica. Essi mostrano, nel tempo, un’evoluzione verso composizioni sempre più basiche (minore contenuto in silice, che è il costituente principale dei magmi) e più ricche in potassio (da andesiti e basaliti andesitici, con corteo di daciti e rioliti, fino alle shoshoniti attuali di Vulcano e Stromboli).

Magmi di questo tipo sono caratteristici delle zone di subduzione dove una placca litosferica oceanica scivola sotto una continentale, originando magmi che risalgono a formare archi di isole (es. Giappone, Indonesia) o cordigliere vulcaniche, come la catena delle Ande. La subduzione della litosfera oceanica africana sotto il Tirreno dà origine a terremoti profondi fino a 300-400 chilometri che si dispongono tipicamente lungo un piano inclinato (“piano di Benioff”).

Testo estratto dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Per ulteriori informazioni consultate il sito http://www.ilvulcanoinforma.it/it/26/eolie-stromboli#st1431954182272

L'Isola di Stromboli

L’Isola di Stromboli costituisce la parte emersa di un grande apparato vulcanico che, dal fondo del mare (-2000 m circa), raggiunge i 924 m s.l.m. Considerato uno dei vulcani più attivi del mondo è caratterizzato da una persistente attività esplosiva, chiamata appunto “stromboliana”, interrotta occasionalmente da intensi episodi di attività eruttiva (1975, 1985, 2003 e 2007). L'attuale morfologia è il risultato di numerose fasi di attività articolate in diversi cicli eruttivi che si sono susseguiti a partire da oltre 100.000 anni fa. La superficie stimata è di 12,5 km quadrati; 25 volte più piccola dell’area sottomarina dell’intero vulcano.

Testo estratto dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Per ulteriori informazioni consultate il sito http://www.ilvulcanoinforma.it/it/26/eolie-stromboli#st1431954182272

La Sciara del Fuoco

La crescita del vulcano è stata accompagnata da numerosi collassi della sommità e dei suoi fianchi che hanno lasciato profonde depressioni. L’ultimo collasso, verificatosi più di 5.000 anni fa, genero’ la depressione della Sciara del Fuoco sul fianco nord-ovest. Rilievi sottomarini mostrano che la Sciara del Fuoco si prolunga sotto il mare ad almeno 1700 metri di profondità, mentre forme irregolari di accumulo, che denotano la presenza del materiale scivolato dal fianco collassato si osservano fino a circa 2.200 metri di profondità. La causa del collasso è da ricercare nella combinazione di vari fattori quali: instabilità del fianco fratturato; eccesso di carico dovuto ad accumulo di prodotti eruttati; spinta da parte di intrusioni magmatiche lungo il sistema principale di fratture dell’isola, orientato NE-SW, perpendicolare all’asse della Sciara del Fuoco. La Sciara del Fuoco è instabile e soggetta a frequenti collassi parziali. Il più recente è avvenuto il 30 dicembre 2002 e il franamento in mare di una parte sia subaerea che sottomarina della struttura ha generato un’onda di maremoto alta 11 metri.

Testo estratto dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Per ulteriori informazioni consultate il sito http://www.ilvulcanoinforma.it/it/26/eolie-stromboli#st1431954182272

L’isola di Strombolicchio

Circa 200.000 anni fa, in corrispondenza dello scoglio di Strombolicchio esisteva il più antico centro vulcanico di Stromboli. Il cono era composto da strati sovrapposti di colate laviche e di materiali incoerenti (scorie, lapilli, ceneri) prodotti dall’attività esplosiva. Al centro del cono vi era il condotto di alimentazione, una struttura grossolanamente cilindrica attraverso la quale la lava affluiva in superficie. Con il passare del tempo, l’attività di questo centro eruttivo si esaurì e il cono di Strombolicchio venne progressivamente eroso mettendo a nudo l’antico condotto di alimentazione con la lava solidificata al suo interno. Strutture a torre di questo tipo sono anche indicati con il nome di “neck” vulcanici.

Testo estratto dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Per ulteriori informazioni consultate il sito http://www.ilvulcanoinforma.it/it/26/eolie-stromboli#st1431954182272